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Robot artificieri

 

La minaccia terroristica ci espone quotidianamente ad una grave situazione di pericolo , causata dalla possibilità dell’ impiego di ordigni esplosivi artigianali o improvvisati, chiamati tecnicamente IED.
Essi sono letteralmente "fatti in casa", e possono essere usati contro persone, cose o infrastrutture; per fronteggiare questa situazione, gli operatori del settore si sono dotati di mezzi e apparati sempre più complessi e affidabili.
Tra questi apparati, i robot guidati a distanza hanno trovato largo impiego. Queste macchine sono guidate dall’ uomo, generalmente un tecnico IED e vengono utilizzate per avvicinare l’ordigno esplosivo sospetto, il pacco bomba, l'auto bomba o qualsiasi cosa risulti essere dubbia.
Essi permettono, attraverso l'uso di telecamere, di poter intervenire direttamente sull'oggetto, lasciando sempre l'operatore ad una sufficiente distanza di sicurezza. Agendo così si evita, in caso di esplosione, l’uccisione certa dell'essere umano e si sacrifica soltanto il robot.

 
Wheel Barrow
 

Una volta effettuato il controllo con l’ausilio del robot e nel caso in cui non si sia scoperto nulla di pericoloso, interviene il tecnico IED che completa l'ispezione. Ma ciò non esclude che, in queste situazioni, qualcosa di imprevisto possa comunque accadere, poiché questo tipo di oggetti esplosivi, sia per la loro tipologia di costruzione che per il fine per i quali sono progettati, possono essere nascosti nei posti più improbabili e quindi essere sempre pronti ad etrare in azione. Queste macchine sono comandate e guidate a distanza mediante radio frequenze e/o fibra ottica da una postazione fissa, si muovono su cingoli o ruote e funzionano elettricamente con batterie da 24Volts. Hanno diversi bracci meccanici i cui movimenti, comandati dall'operatore, permettono di sollevare gli oggetti, di agganciarli, di muoverli ed inoltre, cosa più importante, di avvicinarli mediante cannoncini caricati ad acqua. Quest’acqua, se sparata, raggiunge elevate velocità e pressioni ed è in grado di rompere gli oggetti ai quali si è mirato.

Si riescono a spaccare tranquillamente vetri di automobile, valigette 24 ore e persino casse di legno dello spessore di 1,5cm. Questa funzione consente di mettere fuori uso i sistemi di innesco applicati agli ordigni e inseriti al loro interno. Questi robot, che potremmo definire "artificieri", sono utilizzati sia in ambito civile che in quello militare.
La Polizia ed i Carabinieri, che svolgono funzione di "ordine pubblico", li utilizzano principalmente, nell’ambito del territorio nazionale, in particolare negli aeroporti civili, in ambiente cittadino, in occasione di manifestazioni pubbliche e in ogni luogo ove, a seguito di una richiesta di intervento, si debba approcciare un oggetto sospetto che potrebbe celare al suo interno un possibile ordigno esplosivo.
Le Forze Armate ed, in particolare l'Aeronautica Militare, possiedono diversi tipi di robot ma utilizzano principalmente l'MK8 Plus di fabbricazione UK e lo impiegano in operazioni di sicurezza sia all'interno delle proprie basi in Patria che in occasione delle missioni svolte nei teatri operativi all’estero. L’esempio attuale più significativo è quello dell'Afghanistan. In questa area, i team di "artificieri", squadre formate da uomini e robot, inseriti nella cornice di sicurezza dispiegata nell'aerea assegnata per il controllo, attendono presso la propria base in condizione di "pronto impiego". In condizione, cioè, di poter immediatamente intervenire, qualora presso la Sala Operativa arrivi la richiesta di intervento.
Ciò accade quando esternamente alla base o al suo interno, è stato localizzato un probabile "oggetto sospetto", potenzialmente pericoloso per la popolazione locale, così come per i militari, siano essi italiani o appartenenti alle forze internazionali, impegnati nell'area. La squadra parte, raggiunge il luogo in questione, evacua la zona da tutte le persone, civili e militari, disponendole a debita distanza di sicurezza ed inizia il proprio lavoro. L'intervento può avere una durata variabile compresa tra i trenta minuti fino ad arrivare a molte ore. Ciò dipende da diversi fattori, che cambiano di volta in volta, a seconda della situazione che ci si trova a dover affrontare. Le condizioni meteo, la visibilità, la situazione dell’ubicazione delle abitazioni, degli uomini, degli automezzi e delle strade. Ogni volta tutto è diverso, per cui l’intervento deve essere pianificato nei minimi particolari, senza lasciare mai nulla al caso o all’improvvisazione. Gli interventi principali compiuti dai nostri militari sono stati effettuati su auto sospette, scatole e borse. Possiamo affermare che, grazie alle competenze tecniche dell’uomo e con l’ausilio di queste macchine meravigliose, nessuno si è mai ferito o abbia, addirittura, perso la propria vita. Certo è' che ogni artificiere cura e accudisce il proprio robot come un qualcosa di veramente prezioso e importante. Quasi si trattasse del proprio figlio.

Cap. AAras EOD Flavio GIOVANNETTI

 
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Le quattro immagini mostrano il robot in un'azione di disinnesco di una carica esplosiva piazzata all'interno di un auto.

 

   
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