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Arti artificiali

In questi ultimi mesi i problemi etici legati alla presenza di arti artificiali sono giunti alla ribalta dell'opinione pubblica a causa del caso di Oskar Pistorius, il campione paraolimpionico che corre come un normo dotato. Facendo un passo indietro, spieghiamo velocemente il concetto di arto artificiale. Le protesi esistono da molto tempo ma dobbiamo fare una distinzione fra le protesi puramente meccaniche, come le protesi usate da Stefano Lippi durante le gare e visibili nel nostro documentario e le protesi robotiche, protesi capaci di muoversi su comando (muscolare per esempio ) del'uomo. Le protesi meccaniche non sono dotate di retroazione, cioè di sistemi che agiscano in maniera attiva durante il movimento dell'arto. Nelle immagini della corsa di Lippi potrete notare come l'arto meccanico si allunghi quando la gamba va in avanti per poi tornare indietro. Con questo arto come potrete dedurre non è possibile camminare normalmente. E gli arti artificiali attivi (assimilabili a robot) sono proprio quelli che permettono a Stefano di camminare normalmente. Infatti grazie alla protesi della OSSUR sperimentata un anno fa, Stefano è in grado di contare su un arto che reagisce ai movimenti, su cui per esempio poter contare come gamba di appoggio per salire le scale. L'arto prodotto dalla Ossur si basa su un continuo monitoraggio della gamba sana (a cui sono attaccati un piccolo giroscopio e un piccolo GPS mediante una cavigliera speciale) per decidere che movimento fare. Per cui la gamba artificiale imita l'arto sano seguendone i movimenti. Il controllo dell'arto robotico è affidato alla logica fuzzy, logica di controllo che riesce a estrapolare delle decisioni da dati nebulosi e non precisi. Come ci ha detto Stefano nell'intervista l'allenamento e l'abitudine all'arto robotico sono fondamentali. Infatti un movimento improvviso e istintivo dell'arto sano prevede un movimento simile dell'arto robotico.
 
 
 
Il caso Pistorius Oskar Pistorius non è stato ammesso alle olimpiadi per la legge approvata nel marzo scorso dalla IAAF che vieta l'utilizzo di mezzi tecnologici considerati di aiuto per gli atleti. Subito dopo il varo di questa norma è stato concesso a Pistorius di gareggiare con i normo dotati per capire meglio se il suo handicap si possa trasformare in un miglioramento delle prestazioni. La decisione della IAAF è molto importante ed evidenzia dei problemi di Roboetica, perchè ci fa capire che il tempo in cui gli arti artificiali miglioreranno le prestazioni fisiche dell'uomo sta arrivando e nasceranno delle importanti questioni etiche. Infatti pensare che un arto robotico possa dare prestazioni migliori di uno normale non è utopia e la società dovrà prendere delle decisioni in questo ambito. La IAAF ha dato un primo input, considera che questi arti possano migliorare le prestazioni e quindi essere una sorta di doping tecnologico Stefano Lippi nell'intervista rilasciata alle telecamere di Ciao Robot dichiara che nelle ultime paraolimpiadi ha staccato con il piede in carbonio e ci sono state numerose polemiche sul fatto che il piede in carbonio abbia una maggiore elasticità del piede naturale permettendo un salto più lungo. Come vedete le prime applicazioni della Roboetica sono già fra noi.
 
 

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Stefano Lippi, nei laboratori del Centro Protesi di Budrio (BO), alle prese con il test di una nuova protesi robotica.
 


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