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I Robot in guerra

In un futuro prossimo sostituiranno i soldati, oggi sono già attivi nelle aree calde del mondo.
Il settore militare è da sempre il settore della ricerca che gode dei maggiori finanziamenti e i risultati che la robotica militare mostra (anche se sempre coperti da una buona dose di segretezza) sono importanti. I robot potranno essere i soldati del futuro.
Dall'interessante intervista fatta a Robin Castelli della MacroSwiss scopriamo che i militari stanno pensando a eserciti di robot telecontrollati da soldati comodamente seduti nelle loro postazioni. I soldati uomini diventeranno una sorta di impiegati della guerra.
Anche in questo caso la robotica sostituisce gli uomini in una situazione di pericolo come quella rappresentata dallo scnario di guerra per l'appunto.

 
 
 

Ma quali saranno gli obbiettivi dei robot militari?
Ovviamente una guerra si vince dominando altri uomini e non altre macchine. Scordatevi guerre fra robot, le guerre servono fin dalla nascita dell'uomo a uccidere altri uomini per poter dominare spazi, territori, altri uomini. E continueranno a farlo, con o senza robot.
Ma dal punto di vista di chi amministra un esercito all'avanguardia come quello americano, non vi sono dubbi, l'utilizzo di robot risparmierà l'uccisione di propri soldati, di propri uomini.

Durante le lunghe chiacchierate con Ron Arkin del Georgia Tech di Atlanta abbiamo discusso a lungo di Robot utilizzati in guerra e di problemi etici legati all'uccisione di uomini usando i robot, robot non telecontrollati ma autonomi. Ron Arkin si spinge oltre rispetto agli altri intervistati e parla quindi di robot capaci di decidere se uccidere o no, robot capaci di rispettare la convenzione di Ginevra, capaci di rispettare i propri nemici senza avere reazioni violente e inumane come è successo nelle prigioni militari in Iraq.

Forse il prof. Arkin si spinge troppo oltre, anche se sappiamo che il DARPA punta pubblicamente alla creazione di robot autonomi come si evince dai finanziamenti importanti dati alle corse di automobili autonome (Darpa Grand Challenge).

Tornando alla creazione di eserciti di robot controllati in remoto, secondo Robin Castelli che lavora in questo campo, la robotica permetterà di creare eserciti sempre più precisi, eserciti capaci d ridurre sempre più i cosiddetti danni collaterali. In campo militare i danni collaterali sono le morti dei civili. Rispetto alla bomba atomica che ha dimostrato di poter distruggere il genere umano, le armi robotiche si candidano a essere più precise, meno invasive e capaci di colpire solo obbiettivi militari. Le armi robotiche consentiranno di ridurre i danni degli eserciti avanzati, riducendo il numero di vittime. Ma - e su questo Robin Castelli e molti altri sono chiarissimi - non bisognerà mai permettere che i robot sfuggano al controllo dell'uomo, del soldato. Dovranno essere soltanto un arma nuova, uno strumento di guerra nuovo,non dovranno mai quindi diventare delle entità autonome capaci di scegliere se sparare o no. Ma cosa succedere quando i veicoli autonomi guadagneranno la fiducia di scienziati e generali? Cosa succederà un giorno se un esercito decidesse che usare robot autonomi è ancora più conveniente che usare robot telecontrollati?

 

 

Il Progetto
 
Filmato promozionale del robot "SPY ROBOT": un robot esploratore, che si può usare sia in campo civile che militare, prodotto dalla Macroswiss
 

 

War Robots
     
1 e 2: War Robot all'opera in Iraq

 

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